Marmellata e confettura: la differenza, spiegata bene

12 Febbraio 2020 | Racconti

Facciamo un gioco? Ma sì, dai.
Allora: aprite un browser (cioè accedete a Internet e andate su Google); digitate, per avviare la ricerca, le parole: “differenza tra…”. Fatto? Bene.
Ora leggete i primi risultati consigliati che il motore di ricerca vi restituisce… E allora, tra le differenze più ricercate ci sono quelle tra “pollo e gallo”, “fiaba e favola”, “massa e peso”, “domicilio e residenza”, “virus e batteri” e… “marmellata e confettura”.

MARMALLATA O CONFETTURA? LO DICE LA LEGGE

Eh, sì: “Grande è la confusione sotto la cappa della cucina”, quando si parla di marmellata e confettura, termini erroneamente considerati sinonimi. Un’imprecisione diffusa e comune, visto che si è scomodata persino la Comunità Europea per definire, con una direttiva datata 1979 – poi recepita anche dall’Italia nel 1982, l’anno in cui Pablito Rossi ci regalò il Mondiale spagnolo – con precisione le differenze tra i due prodotti.

MARMELLATA: SOLO ZUCCHERO E AGRUMI

Sostiene la norma che la marmellata è «la mescolanza, portata a consistenza gelificata appropriata, di zuccheri  e  di  uno o  più dei seguenti prodotti ottenuti da agrumi: polpa, purea, succo, estratti acquosi e scorza». Tradotto: la marmellata è quel prodotto a base di agrumi – cioè, esclusivamente: arancia, mandarino, limone, cedro, bergamotto o pompelmo – e zucchero, in cui la percentuale di frutta sia almeno del 20%.

CONFETTURA: A TUTTA FRUTTA

Diversamente, chiamasi confettura: «la mescolanza, portata a consistenza gelificata appropriata, di zuccheri e di polpa e/o di purea: di una sola specie di frutta, oppure: di due o più specie di frutta». Chiaro, no? La confettura può essere preparata con zucchero e qualsiasi altra varietà di frutta (e pure di verdura, tipo il pomodoro). L’importante è utilizzarne la polpa almeno in quantità non inferiore ai 350 grammi su 1 kg di prodotto finito. Si ottiene poi una “confettura extra” qualora la presenza di frutta sia uguale o superiore a 450 grammi per un chilo di prodotto finito.

BONUÈ FA LA DIFFERENZA

Anche noi, nel nostro negozio (on line e off line) abbiamo fatto molta attenzione nel rispettare le differenze normata dalla direttiva. Così gli agrumi di Sicilia li abbiamo raccolti e li abbiamo messi in barattolo, con una linea di marmellate che valorizzano le colture biologiche delle numerose varietà di arance – rosse e bionde – limoni e mandarini che crescono nella nostra luminosa Isola. Mentre nella linea delle nostre confetture extra, abbiamo selezionato due veri e propri simboli del paesaggio mediterraneo: il fico dal cuore rosso e squisito e il fico d’India, un frutto che è un vero e proprio concentrato di dolcezze.

E LA COMPOSTA ALLORA?

E per finire, se voleste intavolare una discussione sul tema e fare bella figura, sappiate che c’è ancora un altro prodotto da tener presente: la composta. Che, pur non rientrando in una specifica normativa, si differenzia ulteriormente dalla confettura perché è – come dice il nome stesso – “composta” con ancora più polpa di frutta (circa il 65% del totale) e, quindi, con una presenza di zuccheri inferiore rispetto alle altre preparazioni.
E adesso, con una fetta di pane caldo spalmata della nostra Marmellata di Mandarino tardivo, se volete, potete mettervi a cercare su Google le altre differenze… Alla prossima!

Ottieni la spedizione gratuita

Iscriviti alla nostra newsletter e riceverai un codice sconto per le spese di spedizione gratuite sul tuo primo acquisto!

Grazie! Ti abbiamo inviato un'email con il codice sconto